Avvertenza

Riordinando questi studi sui caduti, che son venuto mettendo insieme da cinque anni, il , nel giugno pensiero si rivolge a un caro amico scomparso: Vincenzo Galizza da Torino, disceso precocemente nella tomba in seguito alle ferite di guerra1. Ricordo ancora la passione con cui egli seguiva e aiutava le mie ricerche (fu lui a farmi conoscere l’opera del Battaglia); e lo rivedo ancora animato nel discutere il libro allora uscito del Remarque, e nel sostenere che la guerra per lui non era stata un mero orrore; che un soffio di poesia, di speranza, di giustizia, vi aveva aliato sopra; che la guerra italiana a differenza della tedesca aveva avuto una sua luce spirituale: lui che recava i polmoni trafitti dalla mitraglia austriaca e che la morte insidiava da presso!

E ora che da tutti i documenti raccolti e riordinati s’irradia la luce spirituale, che illuminò la nostra lontanante giovinezza, e la fede che sostenne l’Italia nella terribile prova, offro l’opera alla memoria di lui e ne associo il nome ai nomi dei caduti sul campo. 

A.O.

Napoli, 29 novembre 1933


Note:

  1. Nato a Torino il 5 aprile  1892, nel giugno 1915 fu chiamato alle armi come sottotenente di milizia territoriale nell’arma di fanteria. Dopo lungo periodo di guerra, divenuto capitano fu ferito gravemente al petto, il 25 agosto 1917 durante la battaglia della Bainsizza. Questa ferita causò la sua precoce morte il 30 giugno 1930. Era ispettore delle ferrovie: ma il lavoro burocratico non spense mai in lui la sete degli studi e la passione per i problemi filosofici e storici.
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