Anno scolastico 2013-2014: una bella soddisfazione… tanto per incominciare!

Dal giornale della Sezione Genova Alpina Nuova

Nel corso dell’Assemblea dei Delegati del marzo scorso, il Presidente Firpo l’aveva già annunciato soddisfatto: il progetto scuole aveva preso l’avvio con buon impegno e stava già dando i suoi frutti. Ad anno scolastico terminato possiamo trarre le conclusioni, dare alcune cifre, fare qualche considerazione e proponimento per il futuro, consci della buona realizzazione fin qui dei nostri intendimenti. Naturalmente gli obiettivi sono ancora più ambiziosi, cercheremo di fare sempre meglio; ed anche se la nostra Sezione, per numeri ed ubicazione territoriale non sarà mai in grado di competere con i cospicui risultati delle Sezioni consorelle che, per radicamento alpino e posizione geografica, vivono un diverso contesto di “alpinità”, saremo comunque in grado, con l’aiuto di tutti, di ben figurare.

I risultati conseguiti, analizzati con attenzione, hanno già dato spunto per azioni correttive che si vedrà di adottare già dal prossimo anno scolastico 2014-2015.

Vediamo dunque come è andata.  Va innanzi tutto specificato che ho tenuto due tipi di lezioni: il primo (ancora per quest’anno “su invito personale”) dedicato alla storia della Grande Guerra ed indirizzato all’ultimo anno delle scuole superiori. Ho visitato i due principali Licei Classici cittadini, il Colombo (un po’ d’emozione nel tornare nella mia scuola) ed il D’Oria, l’Istituto Secondario Duchessa di Galliera, mentre è rinviato all’anno prossimo quello già programmato con il Vittorio Emanuele II. A partire dal prossimo anno scolastico, in concomitanza delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra, anche gli interventi su questo argomento assumeranno carattere ufficiale, quindi ci presenteremo anche qui con cappello alpino e Vessillo Sezionale. L’altro giro di incontri era rivolto alla Storia degli Alpini e dell’Ana, con specifico sviluppo delle attività di volontariato (P.C.), previsto per gli alunni delle terze medie, attività questa svolta in forma “ufficiale ANA”, nell’ambito delle linee guida del nostro Centro Studi nazionale. In questa seconda fase si è significativamente affiancato il nostro nucleo di P.C. che ha messo a disposizione il suo nuovo reparto cinofilo, grazie al quale gli incontri si sono potuti allargare ai vivacissimi ed attentissimi bambini di alcune scuole elementari.

Da gennaio ‘14 alla settimana precedente la Pasqua sono state visitate 15 scuole (più una a novembre ’13), quindi in totale 16, per complessivi 26 interventi: questa cifra è dovuta al fatto che in più di una scuola gli insegnanti hanno preferito che gli incontri si tenessero a non più di un paio di classi per volta in aula didattica, ed anche spesso classe per classe, approfittando della presenza della lavagna luminosa LIM collegata al PC, di cui sono ormai fornite sempre più aule: la vecchia lavagna con gessetti e cancellino è sempre più in un angolo! Tenuto conto poi che agli interventi sulla Grande Guerra partecipavano contemporaneamente nelle rispettive aule magne tutte le ultime classi, possiamo ipotizzare che il numero complessivo delle classi incontrate si aggiri attorno alle 40/50.

L’ubicazione geografica degli istituti visitati si è sviluppata principalmente nel Chiavarese, nelle Valli Polcevera e Bisagno, nel ponente cittadino ed in Valle Stura; su Genova città presenti solo grazie all’argomento Grande Guerra (scuole superiori) ed alle iniziative del nucleo P.C. (scuole primarie), ma purtroppo totalmente assenti nelle medie inferiori. Su questo aspetto faremo una successiva riflessione.

Qui si evidenzia un primo nodo da risolvere. L’attività si è svolta molto, anzi troppo intensamente in soli 4 mesi: non è corretto, va spalmata  su di un periodo più ampio, cioè devono essere sicuramente sfruttati anche i mesi autunnali, dall’inizio dell’anno scolastico alle vacanze natalizie, quando tra l’altro le scuole, non ancora stressate dalle famigerate gite scolastiche, dall’accavallarsi di impegni vari e soprattutto dalle inquietudini dei docenti che si trovano spesso in ritardo con lo svolgimento dei programmi, sono più facilmente propense ad ospitarci.

Come accennato prima, si è purtroppo registrata la anomala quasi totale assenza di interventi nelle scuole medie cittadine, determinata da due concomitanti fattori: la mancanza del relativo Coordinatore di Settore, creato successivamente, ed il disinteresse all’iniziativa riscontrato nel principale gruppo cittadino, testimoniato dalla non partecipazione di alcun suo rappresentante all’incontro preliminare che avevamo tenuto all’inizio dello scorso anno scolastico. Ci si augura che con l’avvenuta nomina del nuovo responsabile dell’area genovese anche in questo settore la nostra presenza possa attestarsi e consolidarsi nel futuro. A tale proposito, non dimentichiamo che il Secolo XIX dedica settimanalmente una pagina a tali iniziative: i nostri interventi così particolari non passerebbero inosservati, susciterebbero sicuramente interesse e sarebbero un ulteriore amplificatore delle nostre attività anche per gli altri istituti.

Voglio qui ancora una volta indirizzare un sentito ringraziamento ed un plauso al Coordinatore del Levante Valter Lazzari, grazie al cui entusiasmo si è aperta una relazione molto significativa nel Tigullio. A tal riguardo sottolineo ancora una volta, a conferma che in quella zona antiche perplessità nei confronti degli Alpini non sono ancora sopite per via del tribolato periodo 1943/45, che qualche insegnante, pur civilmente, ha avanzato riserve sulla nostra presenza nelle scuole del Levante: abbiamo pacatamente ma con fermezza tranquillizzato l’ambiente, chiarendo le argomentazioni (di carattere sociale) oggetto delle nostre trattazioni, aggiungendo che il tempo farà luce pienamente sulla vera portata dei fatti avvenuti in quel disgraziato biennio, ed in particolare se e quali responsabilità vadano attribuite agli Alpini (quelli veri, non quelli camuffati!).

Premesso che i contatti preliminari con le scuole devono essere sempre presi dai Coordinatori di Settore e dai Capigruppo, che hanno maggiori conoscenze in loco, abbiamo appurato che è fondamentale, per concretizzare al meglio gli incontri, riuscire ad individuare e contattare nell’ambito delle singole scuole (o plessi scolastici) la figura dell’insegnante specificamente preposto alle relazioni esterne: sarà poi questa persona che porterà avanti l’organizzazione dell’evento, accordandosi con i propri colleghi.

Molto confortanti partecipazione ed interesse dei ragazzi, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto tecnico circa il funzionamento della P.C.; l’argomento storico del nostro Corpo viene trattato in maniera molto leggera, perché ci rendiamo conto che i giovani (purtroppo) non hanno più le conoscenze e conseguentemente la capacità di comprendere i vari avvenimenti bellici: si preferisce sottolineare la propensione alla solidarietà, attraverso il sacrificio, sia in pace che in guerra, delle Truppe Alpine e dei soci dell’ANA, che è stata il fondamento della creazione da parte nostra della P.C.

Unanime infine il consenso del corpo insegnate sulla validità degli argomenti trattati, confermato ovunque dall’invito a rinnovare annualmente gli incontri.

Nel rammentare infine che questo tipo di iniziativa è la principale, se non l’unica, occasione per avvicinare i ragazzi al nostro mondo, ringraziamo tutti gli alpini della Sezione per la collaborazione che ci vorranno ancora fornire.

Giancarlo Militello

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