L’Adunata in pillole. Fatti e curiosità

L’Adunata nazionale degli Alpini, storia e significato

A cadenza annuale, per tutti gli Alpini è l’appuntamento più importante, fissato a metà maggio. È per gli Alpini l’occasione per incontrarsi, ricordare i caduti, ribadire i valori di solidarietà e soprattutto rinnovare “l’orgoglio dell’appartenenza”.

L’Adunata degli Alpini è oggi la manifestazione popolare più partecipata in Italia. 

La prima Adunata, che allora si chiamava convegno nazionale, si tenne nel settembre 1920 sul Monte Ortigara, sui luoghi della Grande Guerra. 

Da allora, con sospensione solo nel periodo bellico e nel 1950, l’Adunata si tiene ogni anno in una località italiana diversa, scelta dal Consiglio Direttivo Nazionale di ANA tra le città candidate con due anni d’anticipo. L’Adunata di quest’anno è a Milano e quella del 2020 si terrà a Rimini.

Il momento principale dell’Adunata è la grande sfilata della domenica, che vede decine di migliaia di Alpini sfilare ordinatamente per le strade principali della città ospitante, accompagnati da cori e fanfare. 

A gestire l’impegnativa organizzazione di un evento di tale portata, in collaborazione con la sezione ANA, gli enti e le istituzioni locali, è il COA-Comitato Organizzatore Adunata.

L’Adunata del Centenario, a Milano il 10, 11 e 12 maggio 2019

Per l’Adunata 2019, la novantaduesima, è stata scelta Milano per celebrare il Centenario di fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, costituita l’8 luglio 1919 proprio nel capoluogo lombardo, dove ha tuttora sede. Per la tre-giorni (10, 11 e 12 maggio) milanese sono attese 500.000 persone. Per l’occasione, le aree più strategiche della città “si vestiranno di verde e del tricolore”.

Il Parco Sempione, in particolare, ospiterà il Villaggio dell’Adunata, con la Cittadella Militare, l’ospedale da campo (rappresentativo, non operativo) e la Cittadella della Protezione Civile (alpina) oltre agli stand dei partner ufficiali, l’Expo del territorio (con una vetrina delle eccellenze lombarde) e a quelli della ristorazione.

Luogo di incontro degli Alpini di ieri e di oggi ma aperta a tutti, la Cittadella degli Alpini sarà dedicata da un lato all’aspetto militare, con l’esposizione di mezzi ed equipaggiamenti di ultima generazione in dotazione ai reparti alpini dell’Esercito, e alla Protezione Civile dall’altro, con rappresentate tutte le diverse specialità: antincendio boschivo, alpinisti, cinofili, subacquei, droni ecc…

L’evento è di grande attrattiva anche per i non-Alpini e per i bambini in particolare che vengono guidati dagli Alpini in interessanti simulazioni. 

Altro cuore pulsante dell’Adunata milanese sarà piazza Duomo, che ospiterà alcuni momenti importanti e la tribuna d’onore con le autorità e dove avverrà il passaggio della stecca alla città di Rimini, sede dell’adunata successiva, cerimoniale con cui terminerà l’adunata. La grande sfilata, momento clou della tre-giorni alpina a Milano, il cui percorso ufficiale è in via di definizione e la cui durata è dalla mattina alla sera, è in programma domenica 12 maggio.

Questa è per Milano la quarta adunata: le precedenti si svolsero nel 1959, nel 1972 e nel 1992.

Alpettando la 92ª Adunata

Nei mesi precedenti la manifestazione di maggio, un ricco programma di eventi culturali accompagnerà i milanesi all’Adunata: un concorso letterario, concerti, cori, mostre, convegni ecc. organizzati per sensibilizzare la cittadinanza al ruolo e ai valori degli Alpini e per far conoscere il grande raduno.

Il COA di Milano 2019

Il Comitato Organizzatore dell’Adunata del Centenario ha sede nell’ex Casello daziario di Porta Volta 22 a Milano, ottenuto in concessione dal Comune previa ristrutturazione da parte degli Alpini. Il COA è costituito da Regione Lombardia, dalla Città Metropolitana, dal Comune di Milano e dall’ANA, è composto da membri dell’ANA, esperti di settore e rappresentanti degli Enti locali ed è presieduto dal Consigliere Nazionale dell’ANA Renato Genovese. 

Il sito web del COA è www.milano2019.it.

Curiosità e qualche notizia in più sugli Alpini e sull’ANA
Le Truppe Alpine: l’esercito “popolare

Con la liberazione del Veneto nel 1866, il Regno d’Italia si trovò a impostare un nuovo modello di difesa sul confine con l’impero Austro-Ungarico, che dal Mincio passava alle dorsali montane. Le Truppe Alpini – il più antico Corpo di Fanteria da montagna attivo nel mondo – furono costituite qualche anno dopo, nel 1872, con un progetto dell’allora capitano cassanese Giuseppe Domenico Perrucchetti, basato sul principio del reclutamento territoriale. Sostanzialmente si sosteneva che, perché potesse essere efficace, occorreva affidare la difesa dell’arco alpino a chi conosceva il territorio. Fu così che, per la prima volta, la gente delle montagne si trovò a svolgere il servizio militare nelle proprie zone. Un principio innovativo per l’epoca, la cui dottrina militare disincentivava i rapporti dei soldati con le popolazioni, nel timore che non potessero essere autoritari nel caso di intervento per sommosse popolari.

Con il reclutamento territoriale, invece, fu valorizzato il principio dell’omogeneità culturale: un coscritto arruolato negli Alpini spesso condivideva la caserma con i compaesani. Proprio questa peculiarità delle Truppe Alpine ha favorito il nascere di forti rapporti di solidarietà tra soldati e popolazione e da sempre gli Alpini, in armi e in congedo, hanno dimostrato, in guerra così come in pace, doti di umanità e tenacia che hanno scritto pagine di alto valore nella nostra storia. 

Oggi gli Alpini sono le truppe da montagna dell’Esercito Italiano, come lo erano per il Regio Esercito. Nonostante che l’abolizione della leva obbligatoria abbia diminuito il numero effettivo di militari, non mancano gli Alpini volontari. Quella che non diminuisce, invece, è la popolarità delle penne nere, amate soprattutto per la vicinanza alla gente e per la solidarietà che sanno esprimere in tanti interventi di aiuto concreto alla collettività.

L’ANA-Associazione Nazionale Alpini

Fondata a Milano l’8 luglio 1919 da una sessantina di reduci della prima guerra mondiale che, provati dalla vita al fronte, desideravano non disperdersi, ricordare insieme le imprese compiute, onorare i caduti e il servizio compiuto con la penna sul capello e tenere vivi gli alti valori mirali e civili, l’ANA compie cent’anni.

A celebrare l’evento, nell’estate 2019 verrà affissa una targa commemorativa sotto la Galleria Vittorio Emanuele, dove si tennero le prime riunioni dell’Associazione. 

L’ANA è la più grande Associazione d’Arma attiva nel mondo: accoglie chi ha militato nelle Truppe Alpine e – in forme regolamentate – chi condivide i valori degli Alpini, sintetizzati nel termine “alpinità”.

Il simbolo dell’ANA è il labaro decorato con 209 medaglie d’oro al valor miltare, 4 medaglie d’oro al valor civile, una medaglia d’oro al merito civile, una medaglia d’oro al merito della Croce Rossa Italiana e una benemerenza di prima classe della Protezione Civile nazionale.

L’ANA conta circa 350.000 soci, una sede nazionale che – salvo la parentesi del trasferimento a Roma disposto dal regime nel 1929 – continua a essere a Milano e 110 sezioni che coordinano 4.423 gruppi, la cui distribuzione territoriale coincide in Italia con le aree di reclutamento alpino e all’estero con i movimenti migratori da quelle zone.

Grazie all’impegno dei suoi volontari, l’ANA ha al suo attivo importanti realizzazioni a favore delle popolazioni colpite da eventi naturali.

L’ANA è attiva nella comunicazione con 185 testate associative, convegni e congressi il sito web di riferimento è www.ana.it; ci sono molti altri siti e pagine di social media degli Alpini. Grande è la produzione letteraria, con alcuni importanti autori e opere già divenute classici della letteratura. 

L’ANA organizza attività sportive con campionati a livello nazionale e cura la formazione dei giovani ai valori civici con decine di campi scuola. I canti degli Alpini – diffusi da 140 cori – sono tra le più note e belle espressioni proprie della tradizione culturale italiana. Ci sono poi 60 fanfare che accompagnano gli eventi degli Alpini.

La Protezione Civile

Gli Alpini accorrono appena si verifica un’emergenza e siamo abituati a vederli agire accanto alla Protezione Civile governativa. Forse non tutti sanno che quello degli Alpini non è un intervento improvvisato perché l’ANA dispone di una propria struttura di Protezione Civile. Costituita nel 1987, deriva da un idea nata nel 1976 nel Friuli devastato dal terremoto. Fu allora che l’ANA si rese conto di avere a disposizione un patrimonio di esperienze, volontà ed entusiasmo che, ben organizzato, poteva essere messo a disposizione della comunità nazionale. I volontari dell’ANA oggi sono sempre presenti dove e quando richiesto, sia a livello di Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, sia nei territori montani per l’antincendio boschivo e nelle opere di prevenzione e soccorso in cooperazione con Comuni, Province, Comunità Montane e Regioni. Sempre pronta per interventi di emergenza, la Protezione Civile ANA è comunque impegnata costantemente nelle importanti e strategiche attività di prevenzione e previsione con interventi di recupero, bonifiche ambientali e salvaguardia dei territori, soprattutto montani.

Ogig i volontari attivi, tutti soci ANA, sono 12.800, con oltre 350 mezzi operativi, un ospedale da campo di base all’aeroporto di Orio al Serio, 7 basi logistiche e piena autonomia operativa.

La solidarietà degli Alpini

Il “Libro verde della solidarietà” è il fact-book degli Alpini, cioè il riassunto di quanto fatto anno per anno, e viene pubblicato dal 2001 a cura del Centro Studi dell’ANA assemblando i dati forniti da gruppi e sezioni. Nel Libro Verde 2017 (ultimo pubblicato) sono evidenziate 2.351.561 ore di volontariato e donazioni per 6.693.950 euro, per un valore stimato a circa 71,4 milioni di euro. I numeri sono per difetto e le sole ore equivalgono al lavoro di una fabbrica con circa 1.150 persone che producono solidarietà e qualità della vita!

La sezione ANA di Milano

La sezione ANA di Milano nasce “in ritardo”, nel 1928, proprio perché la fondazione di ANA nazionale nel capoluogo lombardo non fece sentire l’esigenza di una sezione meneghina fino al suo trasferimento obbligato a Roma. A costituire la sezione ANA di Milano fu il cassanese Giulio Bazzi. La sezione, che già nel 1939 vantava numerose sottosezioni, nel secondo dopoguerra riprese a crescere. Dal 1952 ha sede in via Vincenzo Monti 36 – con ingresso da via Rovani – in locali magnificamente affrescati con temi alpini da Giuseppe Novello, Bruno Riosa e Mario Vellani Marchi.

La sezione coordina 44 gruppi distribuiti in cinque province (Città Metropolitana, Lecco, Lodi, Monza-Brianza e Pavia).

Alla sezione, che vanta un’unità di Protezione Civile con una squadra di Intervento Alpino per il soccorso in montagna nonché un gruppo di volontari Donatori di Sangue, fanno capo il coro ANA di Milano Mario Bazzi, altri 5 cori dei gruppi e una fanfara. Alla sezione ANA Milano, e all’indimenticato Peppino Prisco in particolare, si deve la tradizionale Messa in Duomo a dicembre, in memoria e in onore degli Alpini e di tutti i Caduti. Presidente dell’ANA di Milano è Luigi Boggi vicepresidente del COA Milano 2019.

Il sito web della sezione ANA di Milano è www.milano.ana.it.

Gli Alpini a Milano

Milano vanta un legame antico e profondo con gli Alpini, non solo perché qui è nata nel 1919 l’Associazione Nazionale Alpini e perché la città è stata la culla e la sede del V Reggimento Alpini, ma perché tante penne (sul cappello) di prestigio hanno avuto i natali a Milano. Furono tutti Alpini ferventi e convinti Arturo Andreoletti, tra i fondatori dell’ANA, il Beato don Carlo Gnocchi, che fu cappellano militare degli Alpini, il venerabile Giuseppe Lazzati, i fratelli Campari, Giuseppe Reina (presidente dell’ANA nel 1925), Daniele Crespi – della famiglia di industriali fondatrice del villaggio operaio di Crespi d’Adda oggi sotto tutela Unesco – primo presidente dell’ANA nel 1919, furono tutti Alpini convinti e ferventi. Senza scordare il calciatore Giuseppe Meazza e, in tempi più recenti, Peppino Prisco, vicepresidente dell’Inter e medaglia d’argento al valor militare. Tra gli alpini noti nella storia delle sezione milanese ricordiamo Giulio Bedeschi, autore di “Centomila gavette di ghiaccio”, ed Egisto Corradi, giornalista e medaglia d’argento al valor militare.

Per non parlare dei milanesi d’adozione: il cassanese Giuseppe Perrucchetti, cui si deve il progetto delle Truppe Alpine, il suo concittadino Giulio Bazzi, che costituì l’ANA Milano, il codognese Giuseppe Novello – pittore, illustratore e vignettista vissuto a Milano – e il veneziano Cesco Tomaselli, inviato speciale (e di guerra) del Corriere della Sera.

Andreoletti-Vanni, stesso ufficio un secolo dopo

Il più giovane (35 anni) capo di gabinetto nella storia del Municipio milanese si chiama Mario Vanni. Appassionato collaboratore del Comitato Organizzatore della 92ª Adunata in rappresentanza del Comune di Milano, Vanni è alpino volontario di ferma e sfoggia con orgoglio il suo cappello con la penna. Impossibile non sfogliare gli archivi e lasciarsi sfuggire le importanti analogie con Arturo Andreoletti, fondatore dell’ANA.

1919-2019, Andreoletti e Vanni, entrambi alpini, per di più nello stesso reggimento, il 7°, entrambi capo gabinetto del sindaco, entrambi alpinisti e rocciatori (Vanni è istruttore del CAI). «L’arrivo dell’Adunata a Milano sotto il mio mandato – afferma Vanni – è una bella sfida, oltre che una grande gioia. Un evento che sancisce il legame speciale tra la mia città e le mie truppe di appartenenza, un segnale forte che ancora si possono e si devono costruire progetti ambiziosi partendo dal passato, che la Milano moderna dei grandi eventi resta una piazza eccellente per i valori di ieri e di sempre».

Antonio Rossi, dalla penna sul cappello alla canoa

Tra i membri del COA-Comitato Organizzatore Adunata e i sostenitori dell’Adunata milanese, anche Antonio Rossi, campione olimpico e mondiale di kayak. Figlio di Alpino (suo padre era ufficiale medico a Bressanone) sceglie senza esitazione le penne nere, da cui lo separeranno solo la grande passione per la canoa: per assecondarla e coltivare il talento che poi tutto il mondo conoscerà, dopo 3 mesi entra nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle (Guardia di Finanza). Insignito del titolo di Commendatore e Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, oggi Rossi è Sottosegretario con delega ai grandi eventi sportivi in Regione Lombardia. L’Adunata non è propriamente un appuntamento di sport, ma è certamente un grande evento e la sportività, quella che va oltre l’attività fisica e tocca livelli etici e morali, molto assomiglia all’alpinità. Rossi, noto non solo per il successi sportivi ma anche per l’impegno solidale, è quindi onorato di fornire il proprio contributo all’organizzazione dell’Adunata, in quanto omaggio ai valori degli Alpini e alla fratellanza.

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