Una storia genovese e italiana

Tratto da “Genova Alpina”, anno VII, N. 5-6, luglio-agosto 1975

Quella che stiamo qui per trattare è una storia tutta genovese, che ancora una volta mette in luce l’alto valore umano e morale al quale gli abitanti di questa città non sono mai venuti meno. «Luci gaie pro luci spente» era, purtroppo dobbiamo dire era, una istituzione sorta a Genova con lo scopo prima di incoraggiare i nostri soldati al fronte nella prima guerra mondiale e poi per l’assistenza ai grandi invalidi, ciechi ed orfani di guerra. La prima pagina del diario, del quale quasi fortuitamente ne è venuto in possesso un amico collezionista, porta la data dell’anno di guerra 1917. L’anima di «Luci Gaie» furono le sorelle Maria a Margherita Janelli, che dedicarono tutta la vita a questa istituzione. Erano chiamate le «nonne povere» di Genova. Margherita morì nel 1973 alla veneranda età di 94 anni.

I componenti di questa istituzione, che aveva sede in un appartamento di via Peschiera 36/3, erano tutti bambini, figli di famiglie benestanti della città i quali, magistralmente guidati dalle due sorelle Janelli, in un primo tempo avevano intrapreso un grande giro di corrispondenza con i nostri soldati al fronte. E già da qui possiamo vedere il grande aiuto morale che i nostri soldati ne traevano. Non vi può essere certo nulla di più bello per un soldato che soffre in una lunga e penosa guerra che le parole semplici, calde e di conforto scritte da un bambino. Poi l’attività, con il passare del tempo, si estese con l’aiuto ai figli dei Caduti, ai quali i piccoli inviavano piccole offerte in denaro accompagnate da bellissime letterine.

Con la fine della guerra l’istituzione non cessò, anzi prese una svolta ancora più umana con l’assistenza dei grandi invalidi e ciechi di guerra. Questa è senza dubbio la cosa più bella: portare un po’ di calore umano a chi non vede più o non si può muovere da una sedia a rotelle

Certo che per sopravvivere l’istituzione doveva in qualche modo avere delle entrate per fare fronte alle non poche spese, ed allora i piccoli componenti davano degli spettacoli filodrammatici, balletti, pesche di beneficenza e si rivolgevano anche alle personalità più in vista del momento per poter disporre dei fondi necessari.

Una lunga serie di lettere di conforto ed incoraggiamento è stata scritta alle famiglie dei tra grandi Martiri tridentini. Con la famiglia Filzi che ebbe il sottotenente Fabio, del 6° Alpini, impiccato a Trento nel Castello del Buon Consiglio, medaglia d’oro al V-M. ed il fratello Fausto, che saputo della morte di Fabio rimpatriò dall’Argentina per combattere contro i tedeschi e morì nel 1917 sul Monte Zebio. Dalla madre venuta a Genova a visitarli, ebbero in dono il libro che rievocava la vita dei figli.

Ricevettero anche molte lettere dai familiari di Cesare Battisti, del 5° Alpini, impiccato anch’egli a Trento nel 1916. Altra corrispondenza e forse la maggiore «Luci Gaie» la ebbe con i figli di una altro grande eroe della prima guerra mondiale, il ten. di vasc. Nazario Sauro. E si potrebbe continuare con l’elenco che è lunghissimo e ricco di documentazione, ma lo spazio non lo permette.

Mentre da questa istituzione si potrebbero trarre tali e tante considerazioni da non finire, quello che ci rammarica è che invece si sia lasciata morire così tranquillamente e neanche la si ricordi. Se non fossero venuti alla luce, come dicevamo all’inizio fortuitamente, i diari e la documentazione fotografica certamente dopo la morte di Margherita Janelli nessuno ne avrebbe saputo più nulla e nessuno ne avrebbe mai parlato. Un vero peccato, perché così si cancella una pagina di storia e di italianità alla quale Genova molto ha dato ed avrebbe continuato ancora a dare per i suoi non pochi orfani ed invalidi di tutte le guerre.

Fulvio Paoli

[In alto una foto di Cesare Battisti]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close