L’idea della protezione civile è nata a Genova?

Qualche giorno fa abbiamo dedicato un articolo – o meglio, abbiamo riportato un testo che ne parla – a Renzo Less, già presidente della Sezione di Genova, da molti considerato come l’antesignano del servizio nazionale di protezione civile.

Scarabellando fra i vecchi numeri di Genova Alpina (dei quali è in corso la archiviazione in digitale sul nostro sito) abbiamo trovato un interessantissimo articolo che mostra come la creazione del servizio di protezione civile dell’ANA fosse nell’aria, in quanto, ai tempi del terremoto del Friuli, in discussione da anni. A pagina 10 del numero 11-12 / 1970 troviamo, infatti, un articolo a firma di Mario Sossi, all’epoca vicepresidente sezionale, che illustra il progetto dallo stesso presentato nel corso del Consiglio direttivo in data 6 novembre 1970.

Un mese prima, fra il 7 e l’8 ottobre, Genova era stata travolta da una marea di acqua e fango, causata dalla caduta di ben 948 mm. di pioggia. Una vera e propria “valanga d’acqua” caduta fra un’infinità di lampi e tuoni assordanti. Allora come oggi, i soci dell’ANA si mobilitarono immediatamente e contribuirono in modo forse determinante a lenire le sofferenze della popolazione colpita dalla calamità (ulteriori approfondimenti: Daniele Ingemi, Alluvione Genova: il terribile evento del 1970, quando caddero fino a 948 mm in 24 ore e la città venne travolta da una valanga d’acqua e fango, Meteoweb.eu, 11 ottobre 2014).

A questo punto non ci resta che procedere con la trascrizione dell’articolo di Sossi.

[Foto in alto: un’immagine dell’alluvione del 2014, quando l’esondazione del Bisagno causò un morto]

Costituzione di speciali «quadri» con compiti di protezione civile
ansa - sossi - 19740418-GENOVA.Rapito il sostituto procuratore della Repubblica Dott. Mario Sossi ANSA ARCHIVIO 62418
Mario Sossi all’inizio degli anni Settanta nella sua attività di Sostituto Procuratore della Repubblica

Il consiglio direttivo sezionale, nella riunione del 6 novembre scorso, ha discusso e approvato una proposta del vicepresidente sezionale dott. Mario Sossi concernente l’istituzione di speciali quadri, nell’ambito sezionale con compiti di «protezione civile» in caso di calamità pubbliche ed eventi di eccezionale gravità. Pubblichiamo lo schema di costituzione proposto invitando gli alpini ad aderire numerosi alla nobile istituzione, secondo le più belle tradizioni alpine.

In occasione della recente disastrosa alluvione, che ha colpito la provincia e la città di Genova, con conseguenze gravissime anche per numerosi soci, da più parti si è avvertita l’urgenza, anche di carattere morale, che l’Associazione Alpini costituisca, predisponendone i «quadri» in periodo di normalità ed in vista di eccezionali evenienze, un «Nucleo di protezione civile», suddiviso in squadre, da impegnarsi prontamente nei congrui casi.

Si propone in via immediata, che vengano costituite squadre di soci da impiegare specie nelle località dell’entroterra genovese colpite dall’alluvione, con particolare interessamento in favore dei soci dell’A.N.A. colpiti dal sinistro. Che il Consiglio deliberi, in via di urgenza, la costituzione di un «Nucleo di protezione civile» composto:

  1. Di 100 uomini, suddivisi in 20 squadre di 4 elementi più un caposquadra.

  2. Di un «Comando», comprendente un comandante del «servizio» facente parte del Consiglio ovvero con la qualifica di ispettore di zona, ed in mancanza di un socio avente attitudini organizzative, di fiducia del Consiglio; un vicecomandante con mansioni tecniche; un ispettore, addetto ai collegamenti fra le varie squadre ed ai collegamenti con gli organi pubblici (Prefettura, Esercito, C.C., ecc.) preposti ai servizi di soccorso ed assistenza.

  3. Ogni caposquadra deve essere in possesso dello schema dei «quadri» ed in ogni caso tutti i dati riguardanti i componenti della propria squadra e gli altri capisquadra, oltre i componenti del «Comando».

  4. In caso di pubblica calamità, i capisquadra debbono presentarsi, senza bisogno di convocazione, in Sede, ove si riunirà immediatamente il «Comando» del servizio, che provvederà a smistare le varie Squadre.

  5. Occorre stanziare un fondo per la necessaria attrezzatura occorrente al «nucleo» predetto, che dovrà disporre nei locali sezionali di un apposito magazzino.

  6. Il Servizio è alle dipendenze del Presidente della Sezione, che in qualsiasi momento può assumerne direttamente il Comando.

È auspicabile che la Presidenza dell’A.N.A. in sede nazionale adatti analoga iniziativa.

Mario Sossi

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