Il Milite Ignoto, simbolo del valore delle Forze Armate

In generale, con la locuzione Milite Ignoto si intende un militare morto in guerra il cui corpo non è stato identificato e che si ritiene non possa mai esserlo. La sua tomba è quindi una sepoltura simbolica che rappresenta tutti coloro che sono morti in un conflitto e che non sono mai stati identificati.

Quella di avere una tomba dedicata al Milite Ignoto è una pratica che si è diffusa un po’ in tutti i Paesi del mondo a partire dalla Prima guerra mondiale, anche a causa del fatto che il numero di caduti non identificati fu enorme.

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Come da prassi per i Capi di Stato esteri in visita in Italia, John Fitzgerald Kennedy (presidente degli Stati Uniti d’America) si appresta a rendere omaggio al Milite Ignoto accompagnato da Giulio Andreotti

Le tombe del Milite Ignoto si trovano nelle città capitali di Stato e sono in genere lo scenario di cerimonie ufficiali nelle quali, in occasione dell’anniversario della fine di una guerra, autorità e semplici cittadini commemorano tutti i morti della guerra in questione. Una delle più antiche tombe di Milite Ignoto si trova in Francia a Parigi sotto l’Arco di Trionfo (fu realizzata nel 1920 in onore dei morti non identificati della Grande Guerra); il Milite Ignoto britannico è sepolto nella navata centrale dell’Abbazia di Westminster a Londra.

Il Milite Ignoto italiano è sepolto, com’è noto, all’Altare della Patria a Roma e questo sacello simbolico vuole rappresentare tutti i caduti e dispersi in guerra. È la sede delle cerimonie ufficiali del 2 giugno, Festa della Repubblica, e del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate (nonché anniversario della conclusione della Prima guerra mondiale). In queste occasioni, le massime autorità dello Stato rendono solenne omaggio.

La storia. Nel 1920 il maggiore generale Giulio Douhet, ispirato da analoghe iniziative già attuate in Francia e in altri Paesi, propose di onorare i caduti italiani con la creazione di un monumento al Milite Ignoto a Roma. L’idea venne raccolta dall’onorevole Cesare Maria De Vecchi, che nel 1921 presentò alla Camera dei Deputati un disegno di legge finalizzato alla costruzione di un monumento dedicato a tutti i soldati italiani morti in guerra:

Il disegno di legge che il Parlamento discute è frutto del sentimento italico, dolce ed ardente allo stesso tempo. Deve essere rivendicata ai nostri uomini d’arme la priorità del proposito di trasportare a Roma i resti di un caduto ignoto, perché ivi ricevano i più alti onori dovuti a loro e a seicentomila fratelli.

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Manifesto pubblicato nel 1921
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La legge venne approvata. Pertanto, il ministero della Guerra costituì una commissione a cui fu dato l’incarico di individuare undici salme di soldati italiani non identificati. Tra esse si sarebbe scelta quella da seppellire solennemente all’Altare della Patria in una tomba che sarebbe diventata il monumento al Milite .

La scelta delle undici salme non fu casuale; ognuna proveniva da una zona precisa del fronte italiano della Prima guerra mondiale (Rovereto, le Dolomiti, gli Altipiani, il Monte Grappa, Montello, il Basso Piave, il Cadore, Gorizia, il Basso Isonzo, il Monte San Michele e Castagnevizza del Carso) e il corpo potrebbe essere quello di chiunque, alpino, fante, bersagliere, ecc. in modo che, per mezzo della casualità della scelta, potesse indifferentemente rappresentare l’esercito nella sua interezza.

Provvisoriamente, le undici salme vennero trasportate a Gorizia, per poi essere trasferite ad Aquileia. Nel frattempo, all’interno dell’Altare della Patria, veniva realizzato il sacello. La salma del soldato italiano sconosciuto sarebbe stata tumulata sotto la statua della dea Roma.

Si poneva il problema di scegliere fra gli undici corpi quello destinato a rappresentarli tutti. A compiere questo incarico venne chiamata Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, volontario irredentista di Gradisca d’Isonzo (comune friulano annesso al Regno d’Italia solo dopo la fine della guerra) che aveva disertato dall’esercito austro-ungarico per unirsi alle file italiane e che era morto in combattimento senza che il suo corpo venisse ami ritrovato.

La selezione si rivelò drammatica. Il corpo del soldato da tumulare all’Altare della Patria fu scelto il 28 ottobre 1921 nella basilica di Aquileia. Maria Bergamas fu condotta davanti agli undici feretri allineati in ordine casuale. Dopo essere passata dinanzi ad alcuni di essi, non riuscì a completare la ricognizione. Gridando il nome del figlio, si accasciò all’improvviso al suolo davanti a quella che divenne la salma prescelta. La bara così selezionata venne collocata su un affusto di cannone, e, scortata da alcuni reduci decorati con Medaglia d’Oro al V.M., deposta con tutti gli onori su un vagone ferroviario disegnato per l’occasione da Guido Cirilli. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano nella Tomba dei dieci Militi Ignoti.

Il viaggio verso la capitale, si compì a velocità moderatissima passando per le stazioni di Udine, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna, Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo, Chiusi, Orvieto, in modo che in ogni stazione la popolazione avesse modo di onorare il Caduto. Molti furono gli italiani che attesero, a volte anche per diverse ore, il passaggio del convoglio al fine di poter rendere onore al passaggio del Milite Ignoto.

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Il sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria

L’epilogo di questa vicenda avvenne, com’è ovvio, a Roma. Le bandiere di tutti i reggimenti delle Forze Armate italiane e le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei Caduti, con re Vittorio Emanuele III in testa, accolsero l’arrivo della salma muovendosi incontro al Milite Ignoto. Il corpo fu poi deposto con cerimonia solenne all’Altare della Patria il 4 novembre 1921 in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita due anni prima per celebrare la Vittoria e la fine della Grande Guerra.

L’epigrafe della tomba riporta le scritte “Ignoto militi“, “XXIV MAGGIO MCMXV” e “IV NOVEMBRE MCMXVIII”, date relativamente dell’entrata in guerra dell’Italia e della Vittoria. Sulla porta del simulacro è presente il seguente epitaffio:

Ignoto il nome – folgora il suo spirito – dovunque è l’Italia – con voce di pianto e d’orgoglio – dicono – innumeri madri – è mio figlio.

Su iniziativa dell’onorevole Giovanni Giuriati, nel 1921 venne conferita al Milite Ignoto la medagli-doro-al-valor-militareMedaglia d’Oro al Valor Militare, la massima decorazione militare italiana, con una motivazione che venne poi riportata anche sul sacello:

Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio che la vittoria e la grandezza della patria.

In un comunicato ufficiale, in riferimento al conferimento della Medaglia d’Oro al Milite Ignoto, il ministro della Guerra italiano volle aggiungere:

Lo sconosciuto, il combattente di tutti gli assalti, l’eroe di tutte le ore, ovunque passò o sostò, prima di morire, confuse insieme il valore e la pietà. Soldato senza nome e senza storia. Egli è la storia: la storia del nostro lungo travaglio, la storia della nostra grande vittoria.

medal_of_honor_ribbon-svgl 12 ottobre 1921, alla Medaglia d’Oro al Valor Militare si aggiunse la Medal of Honor, la massima decorazione militare assegnata dal governo degli Stati Uniti, con la seguente motivazione:

Upon the unknown, unidentified Italian soldier to be buried in the National Monument to Victor Emanuel II, in Rome.

est_cross_of_liberty_military_leadershipAlle precedenti decorazioni va aggiunta la Croce della Libertà per il Comando Militare di I Classe (onoreficienza estone).

Negli anni Trenta del secolo scorso, il feretro del Milite Ignoto fu traslato nella sua collocazione definitiva, la cripta interna dell’Altare della Patria, che fu denominata Sacello del Milite Ignoto. Parti della cripta e del sepolcro sono realizzate con materiali lapidei provenienti dalle montagne che furono teatro degli scontri della Prima guerra mondiale (tra cui il Monte Grappa e il Carso).

La tomba del Milite Ignoto è sempre piantonata da militari. Alla guardia provvedono soldati delle varie armi delle Forze Armate italiane, che avvicendano ogni dieci anni.

Nel 2011, fra il 29 ottobre e il 2 novembre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e del novantesimo anniversario della traslazione della salma da Aquileia a Roma, vi fu la rievocazione storica del viaggio in treno.

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Il vagone ferroviario che nel 2011 ripercorse le tappe del viaggio delle spoglie del Milite Ignoto
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