12 luglio 1916, muore l’ultimo grande protagonista del Risorgimento italiano

Aveva chiesto di poter indossare la divisa e che la sua condanna a morte fosse eseguita mediante fucilazione, ma per il governo austro-ungarico il condannato era un traditore e non era degno di essere considerato un combattente nemico, quindi l’esecuzione sarebbe avvenuta in abiti borghesi e per mezzo dell’impiccagione.

Cesare Battisti era un personaggio assai noto, a Roma come a Vienna. Fu uno degli ultimi protagonisti del Risorgimento, almeno secondo quella corrente di pensiero che vede nella Prima guerra mondiale un’estensione del moto di affrancamento dell’Italia dalla dominazione straniera. Ed era anche personaggio di rara complessità, multiforme, uomo di pensiero e azione, come si sarebbe detto in altra epoca. Il fascismo ne esaltò la figura in senso troppo nazionalistico perché oggi se ne possa dare un giudizio equilibrato.

Nato a Trento nel 1875, mezzo nobile e mezzo borghese, Battisti era un politico socialista, uomo di sinistra, amico del primo Mussolini, geografo, giornalista, ufficiale degli Alpini, che per tutta la vita si batté perché il Trentino diventasse italiano e si concludesse, in questo modo, il processo di unificazione della penisola. Ebbe a cuore le condizioni di vita delle classi più deboli della sua regione, che all’epoca faceva ancora parte dell’impero asburgico e rappresentava una delle propaggini più povere dell’impero.

La famosa e agghiacciante fotografia che mostra il boia austriaco Josef Lang sorridente sopra il corpo di Cesare Battisti. Altri convenuti all’impiccagione sono in posa vicino al cadavere

La svolta “militarista” di Battisti ebbe luogo nel 1914, quando comprese che l’unico modo di raggiungere l’obiettivo della riunificazione della regione all’Italia era quello di prendere le armi in pugno. Quello che non gli era riuscito fare con gli strumenti della politica, tentò di ottenere passando il confine e diventando un acceso interventista. Tenne 85 discorsi in tutta la penisola e alle parole fece seguire i fatti: si arruolò negli Alpini, dapprima come semplice soldato e, prima di essere accontentato, chiese ripetutamente di essere inviato in prima linea. Per il suo coraggio, ben presto venne promosso ufficiale. Il 10 luglio fu catturato dagli Landesschützeb nel corso dell’attacco mirato a conquistare Monte Corno, sul Pasubio, postazione strategica perché da lì gli austriaci potevano mirare su ogni obiettivo della vallata.

L’attacco fu respinto e la ritirata italiana fu impedita da un violento fuoco di sbarramento dell’artiglieria austriaca. Il tenente Battisti venne catturato insieme al sottotenente Fabio Filzi, altro eroe dell’irrendentismo. Senza batter ciglio, declinò le sue generalità e fu immediatamente riconosciuto come “traditore” dell’Austria. Ma traditore – come ci ricorda Andrea Cionci sulla Stampa online (Cent’anni fa moriva Cesare Battisti, l’ultimo apostolo del Risorgimento) – è uno che cambia casacca all’improvviso, mentre Battisti era da almeno quindici anni che conduceva la propria guerra politica contro l’Austria-Ungheria, a viso aperto, addirittura nella sua funzione pubblica di deputato alla Camera di Vienna e alla Dieta del Tirolo. Al processo, poi, ribadì fieramente la sua coerenza di pensiero e atti:

Ammetto di aver svolto, sia anteriormente che posteriormente allo scoppio della guerra con l’Italia, in tutti i modi – a voce, in iscritto, con stampati – la più intensa propaganda per la causa d’Italia e per l’annessione a quest’ultima dei territori italiani dell’Austria […]. Rilievo che ho agito perseguendo il mio ideale politico che consisteva nell’indipendenza delle province italiane dell’Austria e nella loro unione al Regno d’Italia.

Gli Alpini non hanno mai dimenticato questo loro eroico commilitone e gli hanno dedicato, fra l’altro, diverse caserme, fra cui quella della Scuola Militare Alpina (ora Centro Addestramento Alpino) di Aosta, sede della formazione di diverse generazioni di ufficiali, sottufficiali, Alpini, atleti di livello internazionale e alpinisti.

[Nella foto in alto:  il processo a Cesare Battisti]

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