Sette anni fa all’Aquila la terra tremava

Il 6 aprile 2009 alle 3.32, un terremoto di magnitudo 5,9 devastava il capoluogo abruzzese. Il bilancio fu pesantissimo: 309 morti, più di 1600 feriti, circa 65000 senza tetto e 10 miliardi di euro di danni stimati, la ricostruzione del centro storico ancora lontana da essere completata.

Il Palazzo della Prefettura distrutto dal terremoto, uno dei simboli del terremoto dell’Aquila

L’Abruzzo, si sa, è terra di Alpini e la città dell’Aquila da sempre ospita il 9° reggimento della Julia. Gli Alpini si mobilitarono immediatamente, sia quelli in armi che quelli in congedo, per portare soccorso alla popolazione e lenire, nei limiti del possibile, le sofferenze di coloro che avevano perso tutto. La Protezione Civile dell’ANA, compreso il nucleo genovese, partecipò in massa ai lavori di ricerca delle vittime e di approntamento dei campi per i sopravvissuti. E l’anno scorso, l’Adunata Nazionale si svolse proprio lì, in un grande abbraccio tra la folla e le Penne Nere.

Il 9° Reggimento Alpini

“D’aquila penne, ugne di leonessa”: questo motto, coniato dal poeta pescarese Gabriele D’Annunzio, completa lo stemma del 9° Reggimento Alpini, come ornamento esteriore e inferiore dello scudo, costituisce un ardito gioco di parole perché racchiude i nomi delle quattro località abruzzesi L’Aquila, Penne, Ugne e Leonessa.

Il reggimento, istituito con il regio decreto 2143 del dicembre 1920, nasce il 1° luglio 1921, sotto il comando del colonnello Remigio Peretti. Lo componevano i battaglioni “Vicenza”, “Bassano”, “Feltre e Cividale” ed era inserito nella 3ª Divisione Alpina. A partire dal 1935 venne inquadrato nella Divisione “Julia” e il 13 aprile di quell’anno venne formato il battaglione “L’Aquila”,

Durante la Seconda guerra mondiale, il Reggimento partecipa alle campagne di Grecia e di Russia, dove viene ricordato per essersi distinto in duri combattimenti, ma soprattutto per essere sfuggito a un accerchiamento dell’Armata Rossa. Durante la ritirata il comandante, tenente colonnello Fausto Lavizzati, cadde prigioniero e successivamente morì in prigionia.

Rientrato in Italia, dopo l’8 settembre il Reggimento fu di stanza nella zona di Udine. Nel 1944 l’unità venne ricostituita e rinominata Battaglione Alpini “Abruzzo” e successivamente “L’Aquila”. Insieme al Gruppo di Combattimento “Legnano” contribuì alla guerra di Liberazione. Infine, il Battaglione venne incluso nell’8° Reggimento Alpini della brigata “Julia”.

In tempi recenti, l’unità ha partecipato alle operazioni dell’Esercito Italiano in Mozambico (1993), in Bosnia (1998), in Albania (1999), in Kosovo (2000, 2001 e 2007), in Afghanistan a Khost (2003), a Kabul (2005, 2006 e 2008) e a Farah (2010). Ha partecipato anche all’Operazione Enduring Freedom con il nome “Contingente Nibbio”.

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