10 aprile, Pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Guardia

Madonna della GuardiaIl Pellegrinaggio alla Madonna della Guardia, che si svolge annualmente, è una delle tradizioni più care agli Alpini genovesi.

Nato inizialmente come cerimonia di ringraziamento per gli Alpini sopravvissuti alla Ritirata di Russia e come Pasqua dell’Alpino, col tempo e con il venir meno dei Reduci, si è trasformato in un’occasione di ricordo per tutti coloro che sono “andati avanti”. Alla celebrazione partecipano Alpini provenienti non solo da Genova, ma anche dalle sezioni delle altre province liguri e di altre regioni italiane.

La Santa Messa avrà inizio alle ore 11.00, ma si invitano i partecipanti ad anticipare la loro presenza per intervenire al corteo che precede l’inizio della funzione religiosa.


Veduta del Monte Figogna con il Santuario della Madonna della Guardia

Il Santuario della Madonna della Guardia si trova sulle alture della Valpolcevera, per la precisione sul monte Figogna (804 m slm) che, amministrativamente, fa parte del Comune di Ceranesi. In dialetto viene chiamato Monte Fighêugna.

Sulla sua sommità si erge il Santuario, importante centro della devozione mariana genovese.

Nel 2007 il Santuario è stato sede dell’arrivo di una tappa del Giro d’Italia ciclistico.

Pare che la denominazione “Guardia” risalga al fatto che su quel monte sorgesse una torre di avvistamento per segnalare l’arrivo di nemici che, scendendo dalla Valpolcevera, potessero minacciare Genova. Anche successivamente, la posizione del monte, dominante la Valpolcevera, ne fece la sede di postazioni belliche, ad esempio nel corso delle vicende legate alla guerra di successione austriaca (1746-1747) quando vi furono sistemate delle trincee austriache.

Il Santuario, che è meta di pellegrinaggi da ogni parte d’Italia, ma soprattutto dai fedeli genovesi, molto devoti al culto della Vergine Maria,  è visibile, nelle giornate limpide, anche dal mare.

La storia del Santuario ha origine il 29 agosto 1490. Benedetto Pareto, contadino di Livellato in Valpolcevera, come tutti i giorni porta al pascolo il suo gregge sulla vetta del Monte Figogna. A questo uomo semplice appare la Madonna e gli chiede di costruire una cappella. L’uomo è un uomo semplice e si confida con la moglie che cerca di dissuaderlo, dicendogli che lui, uomo semplice, avrebbe finito per farsi considerare pazzo. Benedetto riflette sulle parole della moglie e desiste dal suo proposito. Ma, dopo che una caduta da un albero lo riduce in fin di vita, Maria appare nuovamente e lo risana. Di fronte al miracolo di questa guarigione inspiegabile, visto che i medici avevano decretato per il povero Pareto una morte imminente, tutta la famiglia è costretta a ricredersi e si unisce al compito di Benedetto: costruire la cappella.

Pochi anni dopo, la famiglia, chissà per quale misteriosa intuizione, compie un atto insolito per quei tempi: si rivolge a un notaio e fa mettere nero su bianco, con uno scritto ufficiale, la storia di quanto è accaduto.

Benedetto Pareto non poteva però immaginare il successo duraturo della sua costruzione. La sua piccola costruzione, che è ancora oggi visibile, divenne un punto di partenza, un simbolo da cui prese avvio un grande movimento di riforma popolare della fede, che contagiò la comunità della valle, scese al mare e a Genova, coinvolse il clero locale, superò i confini liguri e diede il suo contributo in Italia e nel mondo, portatavi da emigranti e missionari. La Madonna della Guardia fu, quindi, portatrice di cambiamento e giunse fino al cuore della cattolicità, nei Giardini del Vaticano, dove ha una sua cappella.

Il vecchio Santuario in un’acquatinta di Marco Nicolosino (1820)

Con il succedersi degli anni, il numero dei fedeli che salivano a quella che fu chiamata “Madonna della Guardia” aumentò. Utilizzavano tutti i mezzi di locomozione, ma la maggior parte saliva a piedi – spesso nudi – gli otto chilometri di strada prima sterrata e poi asfaltata che partono dal fondovalle, facendo diventare questo atto di devozione un vero e proprio pellegrinaggio. Per accogliere tutti venne costruito un primo santuario, ma anche questo si rivelò presto insufficiente. Nel 1890 si edificò l’attuale Basilica che fu frutto di un grande concorso di popolo, con squadre di uomini che si prestavano per intere giornate al trasporto dei materiali e alla costruzione.

Fu lavoro lungo e paziente, ma non per questo privo di inconvenienti. Quando la nuova basilica era ormai a buon punto, si scoprì che il terreno sottostante era cedevole. La costruzione fu demolita e rifatta perché Maria aveva chiesto una casa e perché tutti intuivano che sarebbe stata la casa di tutti.

La Madonna della Guardia non è il frutto di una tradizione popolare un po’ sempliciotta, ma il risultato di una grande storia di popolo per la realizzazione della quale molti hanno speso sudore e fatica. È un segno tangibile della storia dei semplici e, come tale, non poteva non incontrarsi con un’altra storia di semplici, quella degli Alpini.

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