40 anni fa un terremoto colpì il Friuli

Il 6 maggio 1976 un sisma di magnitudo 6,4 della Scala Richter colpì il Friuli e i territori circostanti. Ulteriori scosse si registrarono fra l’11 e il 15 dello stesso mese. La zona più colpita fu quella a Nord di Udine.

Secondo gli studi più accreditati, l’epicentro del terremoto viene collocato nel gruppo del monte Chiampon, nei pressi di Pradielis e Cesariis.

I danni furono amplificati dalla particolare conformazione del suolo, dalla posizione dei paesi colpiti, quasi tutti situati in cima ad alture, e dall’età avanzata delle costruzioni. In quasi tutti i paesi colpiti – unica eccezione San Daniele del Friuli che, semidistrutta dai bombardamenti del 1944, aveva dovuto ricostruire gran parte della sua struttura urbana con criteri moderni – gli edifici avevano già dovuto affrontare le distruzioni della Prima e della Seconda guerra mondiale, riportando gravi danni.

Tendopoli della Croce Rossa

La scossa, che venne avvertita in tutto il Nord Italia, provocò 989 morti e 45.000 persone rimasero senza un tetto sotto cui dormire. Alla fine dell’estate, la terra tremò nuovamente con altri due eventi intorno a magnitudo 6 della Scala Richter (11 e 15 settembre 1976) e le località precedentemente colpite furono ulteriormente danneggiate.

La ricostruzione fu rapida e completa e un ruolo fondamentale di soccorso alle popolazioni colpite lo ebbero gli Alpini.

La vicenda del terremoto del Friuli portò, inoltre, a un ripensamento del sistema di soccorsi in caso di calamità naturale e diede un forte impulso alla creazione di un servizio di Protezione Civile.

Oggi, passati quarant’anni da questi tragici eventi, ci scrive Pierluigi Franchin, un Alpino che prestò servizio presso il 4° btg. Genio Alpini “Orta” proprio durante il terremoto, il quale avrebbe il desiderio di entrare in contatto e possibilmente rincontrare i commilitoni dell’epoca. La sua mail è pierluigi.franchin55@gmail.com.

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