Nikolajewka, 26 gennaio 1943

Nikolaevka, o Nikolajewka se si adotta il sistema di trascrizione tedesco della lingua russa, altro non è che un piccolissimo borgo sperduto in mezzo a una pianura di proporzioni per noi italiani inimmaginabili. Un puntino di inchiostro sulla carta geografica, ma solo se se ne sceglie una a grande scala. Una località destinata a rimanere sconosciuta ai più, se non fosse stata al centro di una delle azioni più epiche degli Alpini.

Il 12 gennaio 1943, a seguito della grande offensiva dell’Armata Rossa (offensiva Ostrogorsk-Rossosc), il fronte sul fiume Don crollava e aveva inizio il ripiegamento delle residue forze dell’Asse. Nei mesi precedenti, le truppe sovietiche avevano già accerchiato la 6ª Armata tedesca a Stalingrado (operazione Urano), sbaragliato completamente le armate rumene e gran parte dell’ARMIR (operazione Piccolo Saturno) e aperto grandi varchi nelle sempre più disastrate linee difensive nemiche.

Intenzione dei sovietici era quella di procedere all’accerchiamento delle truppe in ritirata, accerchiamento che si sarebbe concluso, secondo i piani, proprio a Nikolajewka. Ma lì venne compiuto l’ultimo sforzo, con il generale Reverberi che lanciò all’attacco la sua Tridentina, l’unica divisione ancora in grado di combattere, al grido di “Tridentina avanti!”, urlato dall’improvvisata tribuna del pianale di un carro armato tedesco.

Gli Alpini facevano parte dell’8ª Armata, che era schierata sull’alto e medio Don ed era composta dai seguenti reparti (11 dicembre 1942):

8ª ARMATA ITALIANA (generale Italo Gariboldi)

  • Corpo d’Armata alpino (generale Gabriele Nasci)
    • 2ª Divisione alpina “Tridentina” (generale Luigi Reverberi)
      • 5º Reggimento alpini
      • 6º Reggimento alpini
      • 2º Reggimento artiglieria alpina
    • 3ª Divisione alpina “Julia” (generale Umberto Ricagno)
      • 8º Reggimento alpini
      • 9º Reggimento alpini
      • 3º Reggimento artiglieria alpina
    • 4ª Divisione alpina “Cuneense” (generale Emilio Battisti)
      • 1º Reggimento alpini
      • 2º Reggimento alpini
      • 4º Reggimento artiglieria alpina
    • a disposizione del corpo d’armata:
      • 11º Raggruppamento artiglieria di corpo d’armata
      • XXXII Gruppo/9º Raggruppamento artiglieria d’armata (cannoni 149/40)
      • XXIV Gruppo/9º Raggruppamento artiglieria d’armata (cannoni 149/28)
      • 612º Reggimento artiglieria pesante tedesco
  • II Corpo d’armata (generale Giovanni Zanghieri)
    • 5ª Divisione fanteria “Cosseria” (generale Enrico Gazzale)
      • 89º reggimento
      • 90º Reggimento fanteria
      • 108º Reggimento artiglieria divisionale
      • 318° Infanterie-regiment tedesco (colonnello Mielke)
    • 3ª Divisione fanteria “Ravenna” (generale Francesco Dupont)
      • 37º Reggimento fanteria
      • 38º Reggimento fanteria
      • 121º reggimento artiglieria divisionale
    • a disposizione del Corpo d’armata:
      • Raggruppamento CC.NN. “23 marzo”
      • 2º Raggruppamento artiglieria di corpo d’armata
      • XXXI Gruppo/9º Raggruppamento artiglieria d’armata (cannoni 149/40)
      • III Gruppo/201º Reggimento artiglieria motorizzata controcarro
      • tre Panzerjägerkompanie tedesche
  • XXXV Corpo d’armata (generale Francesco Zingales)
    • 298ª Infanterie-Division tedesca (generale Szelinski)
    • 9ª Divisione fanteria autotrasportabile “Pasubio” (generale Guido Boselli)
      • 79º Reggimento fanteria
      • 80º Reggimento fanteria
      • 8º Reggimento artiglieria
    • a disposizione del Corpo d’armata:
      • Raggruppamento CC.NN. “3 gennaio”
      • 30º Raggruppamento artiglieria di corpo d’armata
      • XXXIV Gruppo/9º Raggruppamento artiglieria d’armata (cannoni 149/40)
      • L gruppo/9º Raggruppamento artiglieria d’armata (cannoni 149/28)
  • XXIX Corpo d’armata tedesco (generale Hans von Obstfelder)
    • 52ª Divisione fanteria autotrasportabile “Torino” (generale Roberto Lerici)
      • 81º Reggimento fanteria
      • 82º Reggimento fanteria
      • 52º reggimento artiglieria divisionale
    • 3ª Divisione Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta” (generale Ettore De Blasi )
      • 3º Reggimento bersaglieri
      • 6º Reggimento bersaglieri
      • XLVII Battaglione bersaglieri motociclisti
      • 120º Reggimento artiglieria motorizzata
      • LXVII battaglione corazzato (carri L6/40)
      • XIII Gruppo cannoni semoventi da 47/32
      • Legione Croata
    • 2ª Divisione fanteria “Sforzesca” (generale Carlo Pellegrini)
      • 53º Reggimento fanteria
      • 54º Reggimento fanteria
      • 17º Reggimento artiglieria divisionale
    • a disposizione del Corpo d’armata:
      • III Gruppo/9º Raggruppamento artiglieria d’armata (obici 210/22)

Riserve a disposizione dell’8ª Armata:

  • Raggruppamento a cavallo “Barbò”
  • 3º Reggimento cavalleria “Savoia Cavalleria”
  • 5º Reggimento cavalleria “Lancieri di Novara”
  • 3º Reggimento artiglieria a cavallo
  • Battaglione alpini sciatori “Monte Cervino”
  • 156ª Divisione fanteria “Vicenza” (generale Etevoldo Pascolini)
    • 277º Reggimento fanteria
    • 278º Reggimento fanteria

La storia dell’offensiva sovietica e della successiva ritirata è nota ed è stata raccontata in moltissimi volumi e non abbiamo certo l’intenzione di ripercorrerla in questa sede. Ma, dato che ci accingiamo, come ogni anno, a celebrare i Caduti della Ritirata di Russia, è forse utile e opportuno ricordare le dimensioni di questa tragedia in termini di perdite, sia di vite umane che di materiali. Gli ultimi dati a nostra disposizione (tratti dal libro di Giorgio Scotoni, L’Armata Rossa e la disfatta italiana (1942-43), Trento, Editrice Panorama 2007), riferiti alla cosiddetta “Seconda battaglia difensiva sul Don”, ovvero al complesso di operazioni che ha inizio con l’offensiva sovietica il 12 gennaio 1943 e termina il 26 gennaio a Nikolajewka e il 27 a Valujki, sono i seguenti:

Consistenza organica e perdite dell’8ª Armata durante la Seconda battaglia difensiva del Don
Consistenza organica all’inizio della battaglia Caduti o dispersi/Perdita di materiale Percentuale di perdite
PERSONALE
ufficiali: 7.130
sottufficiali e truppa: 221.875
totale: 229.050
3.010 (+ 1.290 feriti o congelati)
81.920 (+ 28.400 feriti o congelati)
84.930 (+ 29.690 feriti o congelati)
 60%
49,7%
50%
MEZZI DI TRASPORTO
quadrupedi: 25.000
automezzi: 16.700
motomezzi: 4.470
trattori: 1.130
20.000
13.360
3.800
1.017
80%
80%
85%
90%
ARMAMENTO
fucili mitragliatori: 2.850
mitragliatrici: 1.800
mortai: 860
pezzi d’artiglieria: 960
pezzi controcarro da 75/46: 52
pezzi controcarro da 47/32: 380
pezzi da 20/65: 225
cannoni semoventi da 47mm: 19
carri armati leggeri L6: 55
2.000
1.420
750
940
40
260
200
19
55
70%
80%
87%
97%
77%
70%
88%
100%
100%

Abbiamo voluto riportare anche il dettaglio dei mezzi di trasporto e degli armamenti andati perduti nel corso della ritirata, per rendere meglio l’idea delle difficoltà “tecniche” che gli Alpini dovettero affrontare; difficoltà che si univano a quelle delle diverse battaglie che affrontarono nel corso del tragitto e al freddo intensissimo che si registrò quell’inverno.

Come ogni anno, in concomitanza con l’anniversario della battaglia di Nikolajwka, gli Alpini ricordano i loro caduti in tutte le guerre. Quest’anno la tradizionale cerimonia nazionale, che come di consueto si svolge a Brescia, si terrà sabato 23 gennaio, mentre a Genova, presso il Cimitero Monumentale di Staglieno, si svolgerà domenica 24 gennaio.

La Ritirata di Russia non poteva mancare di essere celebrata nei canti degli Alpini, ed ecco quindi un esempio: L’Ultima Notte, di C. Geminiani e B. De Marzi, interpretata dal Coro Soreghina della Sezione ANA di Genova.

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